21/06/2010 - Adria: Qualyfing

 
Postiglione in pole position in Veneto.

Il pilota della Petricorse segna in extremis il miglior crono, sopravanzando il rodigino campione in carica, Alessandro Balzan. Nella Silver Class ancora dominio di Bonacini, ma emerge il neo arrivo Carboni. Le due gare di domenica in diretta televisiva su Nuvolari, Class Life/Class News (visibile anche sul web www.yalp.alice.tv). L’evento in diretta anche sul sito www.omnicorse.it.

Adria (Ro). L’alternanza di pista asciutta e bagnata ha contrassegnato la giornata odierna all’Adria International Raceway, dove si corrono round cinque e sei della Porsche Carrera Cup Italia.
A prevalere nelle prove libere della mattinata il pilota di casa, Alessandro Balzan, in forze alla Ebimotors - Centro Porsche Varese. Le qualifiche dedicate alla Gold Class vedevano però in vetta Vito Postiglione (Petricorse Motorsport) fin dalle prime battute, su una pista che andava progressivamente asciugandosi dalla pioggia caduta in precedenza. Balzan attendeva la seconda metà della sessione per uscire allo scoperto, scalzando Postiglione dalla posizione al palo. La sessione veniva animata anche da Alex Frassineti (Ebimotors - Centro Porsche Varese) e da Max Fantini (Ebimotors - Porsche Haus Milano), che si inserivano nelle posizioni di testa. A segnare la pole position era però in extremis Vito Postiglione con il crono di 1’16”521, sopravanzando di soli quattro centesimi di secondo il driver di casa, Balzan. Terzo Frassineti e quarto con una bella performance Andrea Sonvico (Bonaldi Motorsport).
Nella Silver Class, riservata alle 911 GT3 Cup MY08-09, era ancora una volta il reggiano Alessandro Bonacini (Ebimotors-Porsche Haus Milano) il più veloce, scavalcando proprio nell’ultima parte della sessione cronometrata il neo arrivo in casa Petricorse Gianluca Carboni. Terzo un altro pilota della squadra fiorentina, il giovane Alan Simoni.
Da segnalare che i primi otto piloti sullo schieramento di partenza di gara 1 sono racchiusi in appena sei decimi di secondo.

Non solo pista oggi per i partecipanti alla Carrera Cup Italia: nella serata, infatti, presso l’Hospitality del Porsche Village verrà presentato il libro “I Guardoni”, scritto da Guido Schittone a supporto dell’iniziativa di assistenza sociosanitaria per bambini malati oncologici “Bimbi in ANT”.
Domani, domenica 20, i piloti Porsche daranno vita alle due gare da 28 minuti più un giro ciascuna.


L’evento di Adria della Porsche Carrera Cup Italia è seguito da dietro le quinte, ora per ora, dal sito www.omnicorse.it. Le due gare di domani, in programma per le 10.10 e per le 15.30, saranno visibili in diretta tv su Nuvolari e Class Life/Class News e su internet tramite il sito www.Yalp.alice.tv.

Dichiarazioni dei team e dei piloti (sabato)
Alessandro Balzan
“Il mio team ha fatto dei grossi sacrifici per mettermi nella migliore condizione possibile: abbiamo affrontato una sessione di test sia qui in Adria, sia in Franciacorta e i tempi ottenuti oggi lo confermano. Ora siamo pronti a tutte le condizioni di gara per recuperare punti preziosi”.

Simone Petri (Petricorse Motorsport)
“Abbiamo da lavorare sugli assetti, ancora non abbiamo la motricità che cerchiamo su questa pista tanto tortuosa. Il nostro nuovo pilota Gianluca Carboni sta progressivamente apprendendo i segreti della guida della GT3 Cup MY08-09”.
Gianluca Carboni:
“La vettura è decisamente corsaiola, e alla guida non ammette errori. In questa pista lenta si usa molto il cambio e per me questo week end sarà una specie di rodaggio per acquisire gli automatismi nella guida che ancora non ho. Sono stupito di quanto siamo vicini con gli avversari in termini cronometrici”.

1906 MICHELIN INVENTA IL CERCHIO AMOVIBILE
VINCE IL PRIMO GRAND PRIX DELLA STORIA

Sono passati più di cento anni dal primo vero Gran Premio della storia dello sport automobilistico.
L’Automobile Club de France il 26 e il 27 giugno del 1906 decise di organizzare, sul circuito della Sarthe, a poca distanza dalla città di Le Mans, una gara su un circuito stradale chiuso.
Il tracciato triangolare, da percorrersi sei volte il primo giorno ed altrettante il secondo era lungo 103,18 km per un totale di 1238 km. Il nuovo Grand Prix doveva distinguersi dalle gare disputate precedentemente, per essere una gara di velocità e di durata dove i motori, i piloti e gli pneumatici fossero messi a dura prova.
Per la prima volta un regolamento sportivo di un Gran Prix presentava una norma: che prescriveva che alle operazioni di messa in moto, riparazione, cambio gomme, rifornimenti di olio e carburante e rimessa in strada potevano provvedere esclusivamente il pilota e il meccanico di bordo, senza l’ausilio di nessun altro. Trattandosi di un percorso così lungo, però, era data facoltà di sostituire il pilota per la prova del secondo giorno.
Furono trentadue, di tredici marche diverse, le auto iscritte a questa competizione.

Le premesse non potevano che porre l’accento sull’importanza degli pneumatici. La maggioranza dei costruttori infatti si concentrò sulla tenuta degli pneumatici, in modo da prevenirne, se possibile, la foratura e la conseguente sostituzione. Michelin imboccò una strada diversa. Dando per scontato che in una gara di velocità il punto critico di resistenza degli pneumatici sarebbe stato facilmente superato, cercò un sistema per renderne più facile e rapida l’eventuale sostituzione. A questo scopo, inventò “la jante amovible”, il cerchio smontabile. Dai quattordici minuti richiesti per un’operazione di smontaggio e sostituzione, si passò agevolmente a tre, quattro minuti, con un enorme risparmio di tempo e di fatica. In definitiva, la jante amovible fu la vera protagonista della gara.

Al termine della prima manche il cerchio smontabile sembrava già essere decisivo.
Dei trentadue concorrenti alla linea di partenza ne erano rimasti in gara undici. Di questi solo tre combattevano per le prime posizioni: Szisz, saldamente in testa con “la jante amovible” di Michelin (vinse la gara), Clément per quanto attardato dai cambi di gomme (non aveva voluto adottare il cerchio amovibile) e Nazzaro anch’esso equipaggiato con l’invenzione Michelin. Questi ultimi si inseguivano a brevissima distanza, con grande ostinazione. Il duello finale tra Clément e Nazzaro si scatenò all’ultimo giro: quest’ultimo seppe approfittare della fermata del francese per sostituire gli pneumatici per superarlo, conquistando la seconda posizione.
Michelin arrivò prima e seconda, vincendo la gara che diventò l’archetipo delle gare internazionali, il modello a cui si conformarono le competizioni successive, il “Grand Prix” per eccellenza.
A distanza di 104 anni Michelin nella gara di Endurance più famosa e prestigiosa al Mondo, la “24 Ore di Le Mans, trionfa ancora in tutte le categorie ed in particolare al fianco di Porsche nella GT2.

Tempi delle qualifiche assoluti e Gold Class: 1. Postiglione (Petricorse Motorsport) 1’16”521; 2. Balzan (Ebimotors-Centro Porsche Varese) 1’16”568; 3. Frassineti 1’16”774.
Silver Class: 1. Bonacini (Ebimotors-Porsche Haus) 1’23”993; 2. Carboni (Petricorse Motorsport) 1’24”116; 3. Simoni (Petricorse Motorsport) 1’24”579.


Fonte: Porsche.it

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